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Alessandro Borghese torna con Celebrity Chef: «Da quest’anno giudico anch’io»

Alessandro Borghese torna con Celebrity Chef: «Da quest’anno giudico anch’io»

Alla terza stagione, il programma «Alessandro Borghese Celebrity Chef» torna in tv con un format rinnovato. E con il cuoco romano non soltanto padrone di casa ma anche giudice effettivo insieme a Marisa Laurito e Riccardo Monco

Corriere della Sera

di CHIARA AMATI

22 Marzo 2024

«Sa qual è la mia fortuna? Lavorare con signore straordinarie. Lo è Angela Frenda, l’amica con la quale ho condiviso le passate stagioni. E lo è Marisa Laurito, la mia nuova compagna di viaggio. Non so, sarà la “napoletanità”, ma anche lei è energia pura! Poi c’è lui, un signore: Riccardo Monco, chef e socio del tristellato Enoteca Pinchiorri di Firenze. Insieme formiamo un terzetto inedito ed entusiasmante allo stesso tempo. Ne vedrete delle belle». 

Classe 1976, tra i volti più istrionici della cucina e della tv, Alessandro Borghese torna con la terza stagione di Alessandro Borghese Celebrity Chef, il programma gastronomico prodotto da Banijay Italia in onda in prima assoluta su TV8 a partire dal 25 marzo alle 19,10. Un programma gastronomico, si diceva, che, in ogni puntata da lunedì al venerdì, vede sfidarsi una coppia di personaggi noti dal mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Trenta gli episodi di questa prima tranche, girata dentro al ristorante milanese «Alessandro Borghese – Il lusso della semplicità». A questi se ne aggiungeranno, dal prossimo autunno, altri trenta dall’omonimo ristorante veneziano, per un totale di 60 episodi, 120 «vip», una infinità di ricette «dell’anima» e naturalmente i tre giudici — Borghese, Laurito e Monco — che, insieme al pubblico, dovranno valutare ogni portata. Noi li abbiamo intervistati.

Chef Borghese, tre giudici: significa che c’è un’altra novità…

«Esatto, quest’anno a esprimere una valutazione a ogni piatto sarò anche io. Ognuno di noi avrà a disposizione sei stelle, tre bianche e altrettante nere. Un meccanismo un po’ più articolato rispetto alla passata edizione in cui i due giudici avevano una sola stella bianca e una nera. Ah, poi, al solito, c’è l’irrinunciabile sala che voterà a maggioranza: alla celebrity che ha cucinato meglio andrà una stella. Chi avrà ricevuto più stelle al termine della cena si porterà a casa l’ambito titolo di Celebrity Chef della serata». 

Ha voluto entrare in gioco a tutti gli effetti, perché?

«(Ride). Il locale è mio, ci metto la brigata, do i consigli in cucina, talvolta qualche concorrente maldestro mi spacca persino i piatti: avrò pur diritto a esprimere la mia opinione, o no?».


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Succulente tentazioni


Che tipo di giudice è Borghese?

Laurito: «Galantuomo. Mi ha colpito la sua capacità di entrare in sintonia con ogni concorrente dal quale sa sempre trarre storie personali avvincenti. Poi ho molto apprezzato la generosità con cui offre suggerimenti, lo slancio nel concedersi agli altri e il desiderio di sporcarsi le mani senza mai risparmiarsi. Perché alla fine sarà pure televisivo, ma in cucina chef Borghese è un appassionato vero».
Monco: «Ad Alessandro devo la capacità di stare davanti alle telecamere in scioltezza, almeno ora. All’inizio ero un po’ impacciato, d’altra parte il set non era né è il mio habitat naturale. La trasmissione ha tirato fuori questo lato scanzonato di me: oggi ai concorrenti riesco a dire tutto quel che penso con il sorriso sulle labbra. È finita l’epoca degli chef cupi, brontoloni e sempre un tantino arrabbiati. In cucina bisogna saper essere positivi. Ma c’è un’altra persona che devo ringraziare…».

Chi?

Monco: «Angela Frenda, donna di grande cultura. Mi è stata molto vicino. Per dirne una: pensi che nella passata stagione, finite le registrazioni a Milano, io rientravo ogni sera a Firenze. Devo aver preso qualcosa come 180 treni: lei mi portava i cerotti per la schiena… Ma Angela mi ha insegnato anche moltissimo. Persino come si tiene la giacca affinché non faccia pieghe che, televisivamente, non sono belle a vedersi. Per la cronaca, va tirata sotto al sedere». 

Laurito, è vero che la sua agente stava per dire «no» alla chiamata della produzione?

«Verissimo. Mi ha telefonato e mi ha detto: “Ci sarebbe questa cosa, in riferimento proprio alla trasmissione, ma ho già rifiutato perché non credo che ti possa interessare”. Sono saltata sulla sedia: “Ma io la giuria la voglio fare, mi diverte moltissimo”, ricordo di avere replicato. Ed eccomi qui, con una eredità pesante perché subentrare a una professionista tanto preparata come Angela non è stato semplice. Alla fine mi sono trovata benissimo: la cucina è una mia grande passione. Con Alessandro e Riccardo s’è sempre parlato solo di quello, persino nelle pause. Sono curiosissima, ho cercato di rubare il mestiere, mi servirà per i pranzi e le cene a casa mia».

È riuscita nell’intento?

Monco: «Direi che è andata oltre. Alla cena di fine produzione Marisa ha preparato una lasagna in brodo che né io, né Alessandro conoscevamo. Ho preso appunti. Lei ha un sapere gastronomico raro che sa condire con aneddoti personali incredibili. E molta (auto)ironia».

Borghese, che cosa dobbiamo aspettarci da questa imminente stagione?

«Sinergia e divertimento. E tanta competizione. I concorrenti, li vedrete, sono agguerritissimi. Vengono tutti per vincere e, casomai non ce la facessero, si candidano per tornare. Potere della cucina che sa essere viscerale: smuove le cose belle della vita».

 I personaggi che vi hanno colpito di più?

Laurito: «Giuseppe Zeno e Margareth Madè, sua moglie, anche lei attrice. Mi hanno spiazzato: sono stati bravissimi. Poi un comico, no spoiler, che si è presentato dicendo di essere un genio dei fornelli. Terribile: avrei voluto sprofondare».
Monco: «Personalmente ho trovato molto interessanti gli attori tutti perché studiano, si immedesimano. Devono vestire la giacca del cuoco? Bene, loro vanno al di là: si calano nella parte, diventano cuochi, ci credono. E sono tutti terribilmente attenti al giudizio che viene dato loro».
Borghese: «Nomi a parte, questa trasmissione ha come ingrediente principale l’aspetto umano. Si cucina, vero. Si giudica, vero anche questo. Ma alla fine a prevalere sono i vissuti delle persone». 

Celebrity permalosette?

Laurito: «Diciamo piuttosto impressionate dalle mie espressioni che sono sempre al di là del bene e del male. Se una cosa non mi piace, lo dico a chiare lettere. Senza contare che io voglio mangiare bene altrimenti ingrasso inutilmente (ride)».

Giudici, ma voi vi vedete anche fuori dalla trasmissione?

Monco: «Ci sentiamo. Io ad esempio ho chiamato Marisa per il suo liquore allo zenzerello: buonissimo. Come dire: tra noi c’è una contaminazione gastronomica, e umana, non indifferente».
Laurito: «Impegni di tutti permettendo, sarebbe bello ritrovarsi, magari a casa mia. Credo di aver dato da mangiare a migliaia e migliaia di persone. Da due presidenti della Repubblica ad artisti famosi, ma anche squattrinati, ho ospitato e cucinato per mezzo mondo. Se avessi tenuto il conto, probabilmente sarei entrata nel Guinness dei primati».
Borghese: «Intanto continuiamo a mangiare in trasmissione, dal 25 marzo e, poi, il prossimo autunno. Non saranno menu perfetti, ma sempre preparati con il cuore. Vi assicuro: fa la differenza».