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Marisa Laurito in piazza a Roma: “I fondi per la cultura vanno sbloccati”

Marisa Laurito in piazza a Roma: “I fondi per la cultura vanno sbloccati”

La direttrice artistica del Trianon di Napoli partecipa alla manifestazione contro l’Autonomia regionale: “Il mio teatro riceve 300 mila euro l’anno. Per noi sono il gas, siamo poverissimi. Come facciamo senza?”

laRepubblica

di Alessio Gemma

16 Febbraio 2024

«Dalla Regione il mio teatro riceve 300 mila euro l’anno. Per noi sono il gas, siamo un teatro poverissimo. Solitamente a fine febbraio presento il calendario degli spettacoli. Come lo faccio se non so quanti fondi ho a disposizione? Abbiamo un problema enorme». Marisa Laurito, attrice, volto storico della televisione italiana, è la direttrice del teatro Trianon. Sarà in prima linea nella due giorni di proteste volute da De Luca contro il blocco dei fondi Fsc e Poc: oggi sarà in piazza a Roma, domani dovrebbe inviare un video messaggio (impegnata nelle registrazioni dei 70 anni della Rai, ndr) al teatro Sannazaro, dove sono convocati gli operatori della cultura penalizzati dai finanziamenti congelati.

Con quale spirito manifesta?

«Guardi, io a oggi non so quanti soldi avremo quest’anno. Ci rendiamo conto che al Trianon ci occupiamo del grande patrimonio della musica napoletana, che ha un interesse nazionale e internazionale, ma anche un inestimabile valore per il turismo. Attrae maree di generazioni. Oltre a promuovere la musica, lanciamo anche giovani che hanno trovato una casa in questo teatro».


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Uno spazio aperto al territorio…

«Sì, è un danno notevole. Siamo nel cuore di Forcella, il regista Davide Iodice ha dato vita qui al teatro delle persone, con laboratori basilari per giovani a rischio, che hanno bisogno del teatro. L’anno scorso abbiamo ospitato più di 300 ragazzi».

Cosa vuol dire blocco dei fondi per voi?

«Il nostro lavoro ha bisogno di una preparazione di almeno un anno, un anno e mezzo prima. Questi fondi sono un nostro diritto, si chiamano fondi di coesione. Lo dice pure la parola: ci sarà un motivo? Appartengono in parte anche alla cultura. Si parla di 350 milioni fino al 2027 coi quali si finanziano festival, teatri, fiere, eventi culturali. Questo è un problema serio per la Campania».

Che idea si è fatta di questo scontro col governo?

«Pare che tutte le Regioni hanno firmato l’intesa per i fondi, mancano all’appello solo Puglia e Campania. Non voglio credere che il governo non ci dia i soldi, questi ritardi non aiutano. Stiamo parlando di imprese artigianali nel mondo della cultura e industrie che producono reddito, dando lavoro a migliaia di persone».

Ha ragione il governatore, quindi?

«A me non interessano i problemi politici, ho grande stima di De Luca».


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C’è chi dice che si voglia fermare così l’ascesa della Campania che in termini di cultura e turismo dà fastidio alle altre regioni, le ci crede?

«Non amo i pettegolezzi. La Campania è in un momento di grande fulgore. Non credo che il governo si rifiuti di dare questi fondi che sono necessari a una Regione che è uno dei luoghi che rappresentano l’immagine più potente dell’Italia. Non voglio polemizzare, i fatti parlano da soli. Adoro parlare di cose serie, non faccio politica, non so la reale motivazione di questi ritardi. Né mi piace dire cose di cui non sono al corrente»

Lei volto così noto non potrebbe intercedere con il governo?

«Se conoscessi questi signori l’avrei fatto da un bel pezzo. Credo che i politici fanno il loro lavoro, con tranquillità. Noi siamo cittadini che operano nel settore culturale. Ma è importante far sentire la propria voce, far comprendere le difficoltà in cui siamo. E poi mi fido e credo in alcune persone».

Si riferisce a De Luca: ma ammetterà che in questa querelle col governo e il ministro Raffaele Fitto, anche il presidente ha il suo bel caratterino…

«Ce l’abbiamo tutti il nostro carattere. Comunque è un uomo che fa le cose».

Qual è il suo appello?

«Io rivendico un diritto, i fondi spettano a tutte le Regioni, anche alla Campania. È un fatto che ha a che fare con l’immagine di un Paese. E la Campania, lo ripeto, è gran parte dell’immagine di questo Paese. Non sono una tuttologa. Dico solo: non c’entra la destra e la sinistra, questi fondi devono essere distribuiti con giustizia e a tutti i territori. E noi come Regione, senza queste risorse, abbiamo un problema enorme: teatri, festival come Giffoni che è un fiore all’occhiello nel mondo, non ce la facciamo. Non è poco. L’importante allora è essere presenti in piazza. Dietro un teatro ci sono una marea di famiglie che vivono e mangiano. Bloccare quei soldi significa fermare una parte della nostra società».