L’attrice e conduttrice oggi festeggia il suo compleanno: è nata a Napoli il 19 aprile 1951

di Arianna Ascione
19 aprile 2026
Nella compagnia di Eduardo De Filippo
Marisa Laurito oggi festeggia il suo compleanno: è nata a Napoli il 19 aprile 1951. La sua carriera è iniziata quando fu presa nella compagnia di Eduardo De Filippo, al Teatro San Ferdinando. «Quel giorno tornai a casa emozionata non solo perché ero stata accolta dal grande Eduardo nella sua compagnia, ma soprattutto perché dovevo dare la notizia in famiglia. Decisi di togliermi subito il pensiero: mio padre, nel suo studio, si accasciò sulla sedia. Ma a quel contratto non avrei rinunciano per niente al mondo, me l’ero sudato dopo una lunga gavetta». Debuttò nel 1969 in «Le bugie con le gambe lunghe». E questa non è l’unica curiosità su di lei.
Quando provò ad eliminare la erre moscia
A proposito della sua erre moscia Marisa Laurito ha raccontato, in questa intervista al settimanale F, un curioso aneddoto: «Per eliminare la erre moscia andai da un logopedista. Ma servivano degli attrezzi costosissimi che non mi potevo permettere. Mi suggerì di comprare un vibratore da tenere per ore sotto la punta della lingua. Parliamo degli Anni ’70, allora i vibratori si compravano in farmacia. Entro e dico: “Mi dia un pacco di ovatta, una confezione di aspirine e un vibratore”. E loro: “Di che misura?”. Tento di spiegare: “No, guardi, è per la lingua”. Peggio ancora… Ma, quando ho deciso di tenermi la erre moscia, ho scoperto che i difetti possono diventare punti di forza».

Al cinema con Bud Spencer e Terence Hill
Marisa Laurito ha debuttato al cinema in piccole parti. Nel 1976 ha interpretato suor Susanna in «Pari e dispari», accanto a Bud Spencer e Terence Hill. «Bud, ovvero Carlo Pedersoli, era napoletano come me – raccontava Laurito nel 2020 al Corriere -: una festa lavorare con lui. Quando c’era la pausa, ci chiudevamo nella sua roulotte, dicendo che andavamo a studiare il copione. In realtà io cucinavo i bombolotti alla matriciana e ci facevamo certe scorpacciate… Lui pure abitava a Napoli e mi raccontò che, quando era già noto, uno scugnizzo gli si avvicina dicendogli: “Come siete bello, vi vorrei come padre, perché il mio è na’ vera schifezza… vi posso chiamare papà?”. Carlo gli risponde di sì e il ragazzino ribatte: “Papà mi dai 100 lire che me vado a compra’ nu’ gelato?”».
Nel corso della sua carriera come attrice Laurito si è divisa tra cinema, teatro e tv («Il mistero di Bellavista», «Dio vede e provvede», «Mina Settembre», «I fratelli De Filippo» sono alcuni dei titoli presenti nel suo curriculum). Nel 2024 ha recitato in «Studio Battaglia» e ha partecipato al docufilm «Il re di Napoli – Storia e leggenda di Mario Merola».

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L’amicizia con Luciano De Crescenzo
L’amicizia tra Marisa Laurito e Luciano De Crescenzo è durata tutta una vita (il filosofo e scrittore è scomparso nel 2019, un mese prima di compiere 91 anni). I due si erano incontrati alla fine degli anni Settanta: «Avevo superato il provino per entrare nel cast de “La mazzetta” con la regia di Sergio Corbucci, dove Luciano era sceneggiatore – ha raccontato l’attrice e conduttrice in questa intervista al Corriere -. La prima volta che lo incontrai fu a casa di Nino Manfredi, protagonista del film insieme a Ugo Tognazzi: era voltato di spalle davanti a un’ampia vetrata, ma quando si girò il suo sguardo si incrociò col mio, non lo dimenticherò mai. E non so come ho fatto a non innamorarmi di lui». Nel 2022 Marisa Laurito, insieme a Renzo Arbore, ha omaggiato l’amico con il libro «Ci siamo voluti tanto bene».

Quelli della notte
Il programma di Renzo Arbore Quelli della notte (1985) ha donato a Marisa Laurito la grande popolarità. «Conobbi Renzo grazie a Luciano – ricordava Laurito nel 2020 al Corriere -, ma in quel periodo io ero primadonna al Bagaglino, a Roma, e approdare a Quelli della notte, in una banda di sciamannati, per me fu un tuffo nel buio: era tutto improvvisato, un cazzeggio continuo, era tutto un gioco in cui i primi a divertirsi, prima ancora del pubblico, eravamo noi… e riuscimmo persino a beccarci una accusa di blasfemia. Era Natale e, per fare gli auguri, ci mascherammo: Renzo era Gesù nella culla, io la Madonna, Luciano San Giuseppe».

Sanremo
Forse non tutti sanno che Marisa Laurito ha partecipato al Festival di Sanremo 1989, in gara con la canzone «Il babà è una cosa seria» (dodicesimo posto nella classifica finale). Al settimanale F nel 2023 ha rivelato di aver presentato una canzone per la nuova edizione della kermesse, ma di non essere stata presa.

Vita privata
Nel 2001 Marisa Laurito ha sposato l’ex calciatore Franco Cordova, ma il matrimonio è finito dopo soli tre mesi («A sposarmi non ci avevo mai pensato sul serio – diceva nel 2020 al Corriere -, ma con Franco eravamo stati fidanzati 7 mesi e alla fine capitolai. È stato il mio unico marito per soli tre mesi. Durante il fidanzamento era andato tutto liscio e non aveva manifestato i suoi intenti maritali.
È cambiato di botto, subito dopo il fatidico sì: mi voleva donna di casa, pensava che avrei smesso di fare l’attrice. Insomma secondo lui avrei dovuto fermarmi a guardare lui che faceva la qualunque. Ho un carattere troppo indipendente e vitale»). In seguito l’attrice e conduttrice ha incontrato Pietro Perdini, a cui è legata sentimentalmente ancora oggi. «Io ero da poco separata da mio marito – raccontava Laurito lo scorso anno al Corriere -. Era stato un matrimonio più che veloce e io ero davvero molto molto giù. Renzo Arbore mi propose di uscire, io ero tristissima e lui dovette costringermi.
Eravamo insieme con Luciano De Crescenzo e, dopo cena, andammo in un bar. Io volevo andare a casa, ma non ci fu verso. Lì c’era Pietro: di ritorno da un viaggio, anche lui avrebbe preferito non uscire ma era stato trascinato da un amico. Ci siamo conosciuti così. Lui mi baciò la mano e mi disse che suo padre era un mio grande fan. Io sussultai, non era proprio una cosa da dire. Ma devo ammettere che gli lasciai il mio numero di telefono». Scoccò la scintilla: «Ci siamo piaciuti abbastanza immediatamente, poi abbiamo incominciato a frequentarci, a parlare. E così abbiamo avuto la certezza che l’intuizione che avevano avuto era giusta. Ci siamo innamorati».

